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Paolo Pileri inizia a correre nel 1968 e lo fa con uno pseudonimo: Richard. Ha ventiquattro anni e tanta voglia di arrivare; l’anno successivo, in sella a una Aermacchi Aletta 125, partecipa al Campionato Italiano Junior classificandosi secondo.
Seguono ancora due stagioni tra gli Junior e poi il passaggio nei Senior e, in occasione del Gran Premio d’Austria del 1973, il debutto nel Mondiale in sella a una DSR 125cc.
Nello stesso anno arriva anche il primo podio iridato, nella 250cc in Belgio, sul tracciato di Spa Francorchamps dove arriva terzo.
Quella del 1974 è per una stagione di transizione dedicata allo sviluppo della Morbidelli, della quale nel frattempo era diventato meritatamente pilota ufficiale sostituendo Angel Nieto passato alla Derbi.
Il 1975 è l’anno del trionfo: sette GP vinti uno dopo l’altro con al debutto stagionale un terzo posto in Francia. Paolo è Campione del Mondo della 125cc diciotto anni dopo Libero Liberati.
Lui è un uomo semplice e taciturno, caratteristiche che lo hanno accompagnato durante tutta la sua esistenza e questo, unito al fatto che Terni non è più la città del primo dopoguerra che aveva legato la sua voglia di rinascita e di riscatto al mito di Liberati, fa vivere le sue gesta in maniera forse un po’ distaccata e critica.
Del Paolo Pileri pilota restano i suoi venti podi mondiali, le sue otto vittorie, le cinque pole position, i suoi cinque giri veloci e, soprattutto il suo Mondiale e un ultimo GP corso nella 350cc in Francia nel ’79.
Smessa la tuta di pelle infatti, inizia la carriera da manager, al di qua del muretto. E’ il 1986, insieme a lui c’è suo fratello Francesco e un giovanissimo Giampiero Sacchi.
Una nuova sfida e, anche questa volta, una sfida tutta ternana che porterà ai trionfi di Loris Capirossi e non solo.
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